Chi scrive pensa che sia necessario lavorare per un "progetto di civiltà". Siamo "primitivi sviluppati", immersi in una idea totalitaria "4.0" e, se fossimo onesti intellettualmente, dovremmo prendere atto che è così; e noi, a costo di apparire impopolari, lo diciamo.
Domina un "pensiero del niente", irreale. Nel silenzio del progetto umano, forze potentissime tentano di renderci umani "disponibili", servizievoli, paurosi, ricattati. E ci riescono, dandoci speranze irrealizzabili se non per pochi, mostrandoci le luci accecanti di una globalizzazione che separa e ci rende clienti nel "supermarket dell'imminenza". Non vale più il pensiero antagonista ma, oggi più che mai, ci vuole un'alleanza progettuale e strategica fra tutti coloro che amano il pensiero critico nella realtà.
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