Non ci sfiora il dubbio che le nostre certezze "a ogni costo" possano diventare gabbie, galere di non senso, auto-giustificazioni della nostra incapacità di vivere la realtà per quella-che-è. Non ci sfiora il dubbio che problematizzare le nostre certezze sia necessario e urgente, che la cultura del dubbio ci permetta di guardare dentro la realtà per "guardare oltre".
Attraverso il dubbio possiamo diventare umani. Nell'epoca della "connessione competitiva", superficiale, di ciò che vediamo, abbiamo bisogno di ri-connetterci con la realtà, di ri-appropriarcene, a cominciare dalla nostra personale. E la realtà, si sa, non evolve secondo modelli pre-stabiliti, lineari ma ci supera e ci sorprende e, se non la comprendiamo e com-prendiamo in noi, ci travolge. La realtà fa il suo gioco, complessa e imprevedibile, e noi ci limitiamo a guardarla come se fossimo "al di qua", un passo prima, estranei.
Abbiamo bisogno di dubbio, oggi più che mai, di quella scintilla che ci faccia ri-tornare alle domande fondamentali sull'uomo e sulla con-vivenza, vincendo quell'ansia da risposte che serve solo a competere e che ci fa guardare dritto, cancellati dal nostra sguardo i "mondi laterali".
Il dubbio è un mistero e un tesoro e, anche se non sappiamo il perché, ci manca molto.
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