La con-vivenza umana appare seriamente minacciata nell'assolutizzazione delle certezze; e lo vediamo in ogni ambito della nostra vita, laddove ci rinfacciamo certezze come armi, Particolarmente evidente in quella che ancora chiamiamo "politica", la guerra delle certezze sta diventando una guerra per la conquista della verità.
Scrivevo che dobbiamo de-dogmatizzarci per comprendere che la verità-della-realtà non è un trofeo da vincere ma un lungo processo da con-dividere e da costruire insieme. Eppure, continuiamo a guardare alla verità come a un qualcosa da conquistare, a un qualcosa di "esclusivo" e a vantaggio di pochi dominanti, di coloro che hanno capito tutto. In noi, viviamo questa considerazione della verità nel rafforzamento delle nostre certezze, incarnando la necessità della verità nei termini della nostra "dovuta" realizzazione competitiva sulla base della certezza di ciò che presumiamo di essere, centro e non parte della storia comune.
E' a forza di alimentare il "noi certo" che de-generiamo e ci ritroviamo incapaci di umanità. E qui, io credo, sta tutto il dramma del nostro tempo, omologati e massificati in una "umanità sommatoria" che non sa guardarsi dentro per ri-trovarsi nell' "oltre" di un "progetto umano" ma che si limita a esistere, separandosi sempre di più nel dis-umano trionfante.
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