venerdì 7 ottobre 2016

Il dubbio per il progetto umano e per un "progetto di civiltà" (Marco Emanuele)

L'umanità è giunta a un bivio: o continuare a "radicalizzarsi" nelle certezze o aprirsi al dubbio, ri-trovando la via del progetto umano e di un "progetto di civiltà".

Avvolti nella paura, abbiamo molti segnali che ci chiamano a un cambiamento radicale. L'informazione, per cominciare, si è fatta "circo mediatico" e ci mostra tutto e il contrario di tutto in una sorta di "festival della massificazione" nel quale diventa sempre più difficile dare il "giusto" nome alle cose e cogliere i "segni dei tempi" e le loro interrelazioni.

Il dubbio ci permette di avere un approccio critico nei confronti dei tentativi sempre più evidenti di omologazione e di massificazione. Il pensiero critico, pensiero nella realtà, è fondamentale per dare libertà all'intelletto, liberandolo nella realtà contraddittoria e incerta del mondo-della-vita e dei mondi-della-vita. Il pensiero critico è pensiero dubbioso, consapevole che la certezza non basta a spiegare l'intera realtà, nostra e globale.

Siamo in un momento storico nel quale l'imprevedibile si fa sempre di più reale e dobbiamo continuare a chiederci che cos'è la realtà e le ragioni dei modi della sua evoluzione e riuscire ad accogliere in noi l'importanza strategica del dubbio.

Solo il pensiero critico ci aiuta a rompere le illusioni che ci fanno de-generare, proprio nel darci la sensazione di aver capito tutto, di poter classificare ogni processo vitale, di poter quantificare e misurare la realtà e ogni realtà secondo un modello pre-definito. Sono illusioni che non esito a definire "totalitarie".

Ricordiamo, tra le illusioni delle quali siamo "prigionieri",  che diventano assolutizzazione delle nostre certezze e che rischiano di diventare ossessioni: l'illusione valoriale, l'illusione identitaria, l'illusione democratica, l'illusione dell'auto-referenzialità del mercato, l'illusione della sicurezza.

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